No alla liberalizzazione selvaggia degli orari di apertura


E' finalmente arrivata in Aula la nostra proposta di legge sul contrasto alle liberalizzazioni degli orari degli esercizi commerciali volute da Monti. Si tratta di un tema caldo perché è una battaglia a favore della piccola e media impresa, dei piccoli esercizi commerciali schiacciati dai colossi della grande distribuzione, inoltre è un tema che riguarda i diritti dei lavoratori e la qualità di vita.
Dobbiamo assolutamente riuscire a concretizzare sui territori locali la battaglia che il M5S sta facendo sul piano nazionale ed a questo proposito vi proponiamo alcune idee in ordine sparso.

COSA FARE CONCRETAMENTE
- inviare a quotidiani, radio, giornali online e agli altri media locali il comunicato stampa che trovate a questo link http://bit.ly/1hYrZGq (integrare eventualmente con riferimenti alla chiusura di esercizi commerciali locali)
- distribuire negozio per negozio il volantino (versione A4 http://bit.ly/19MXwZh - versione A5 http://bit.ly/16RqEji ) per informare gli esercenti della nostra proposta stimolandoli a fare pressione sulle associazioni di categoria
- realizzare brevi interviste video ai negozianti che poi condivideremo sui canali ufficiali di M5S Parlamento (inviate link YouTube a  m5s.call.to.action@gmail.com)

COSA STA ACCADENDO
Il relatore della nostra proposta di legge purtroppo è stato scelto uno del PD ed il loro intento è quello di chiudere velocemente la discussione generale votando due emendamenti soppressivi alla nostra proposta. Tra l'altro, durante i lavori di Commissione, pare sia arrivato anche il diktat di Monti che si è scomodato a telefonare a Letta per accertarsi che non fosse ritoccato il suo decreto. 
Pur riconoscendo un errore di base nelle liberalizzazioni, ovviamente sono disposti a tutto pur di non far passare una proposta "col cappello 5 stelle". Noi saremo invece relatori di minoranza perché, per contrastare questa azione e avere maggiore tempo di discussione, abbiamo deciso di presentare un secondo testo di minoranza che viene incontro alle osservazioni emerse durante i lavori di Commissione e ripropone parzialmente il nostro testo base, tolti i passaggi che avevano sollecitato maggiori perplessità.
Sappiamo che le associazioni di categoria Confesercenti, Confcommercio e Confapi sono assolutamente d'accordo con la nostra proposta di legge ma i vertici nazionali (altamente politicizzati) non hanno intenzione di fare pressione sulle forze politiche. 
Considerata l'importanza del tema e il fatto che é la prima proposta di legge interamente nostra che sbarca in Aula dobbiamo assolutamente informare i cittadini, soprattutto i commercianti, della battaglia che stiamo conducendo a tutela dei piccoli commercianti e dei lavoratori.

Testo della Proposta di Legge
1 - testo originale M5S ( http://bit.ly/16hxFWZ )
2 - modifiche M5S a seguito parere negativo commissione ( http://bit.ly/174hOkr )

Iter della Proposta di Legge

INFO UTILI
La crisi del commercio sta falcidiando i piccoli esercizi commerciali. Negli ultimi 18 mesi hanno chiuso 101.000 negozi con la perdita di circa 300.000 posti di lavoro. Per tentare di bloccare questa emorragia, il MoVimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge, attualmente in discussione in Aula alla Camera dei Deputati, che intende cancellare le liberalizzazioni degli orari di apertura volute da Monti, restituendo autonomia di decisione sul commercio a Regioni e ad Enti Locali. La maggioranza sta facendo di tutto per bloccare questa legge, continuando così a favorire le lobby dei centri commerciali.
Le liberalizzazioni di Monti si sono rivelate fallimentari perché non hanno portato un aumento dei fatturati per le imprese, né ad una diminuzione dei prezzi a favore dei consumatori, né ad un aumento dei posti di lavoro. In definitiva non hanno creato una sana concorrenza ma hanno solamente acuito lo scontro tra piccola e grande distribuzione con la conseguente chiusura di migliaia di piccoli negozi spingendo nella disoccupazione migliaia di persone. Le vendite non aumentano solo perché si tengono i negozi aperti più a lungo, semplicemente gli acquisti si diluiscono in 7 giorni invece di 6. Al contempo le ore di lavoro sono aumentate ed i costi per le imprese pure. I piccoli esercizi commerciali, già in crisi, non reggono questo aggravio di costi e chiudono. La grande distribuzione ne approfitta obbligando i lavoratori a turni di lavoro stressanti che, non contemplando chiusure domenicali e festive, sono impossibili da conciliare con la tutela della vita familiare.

VIDEO
http://bit.ly/GS9sA5

Forza ragazzi..contiamo su di voi!

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