Discarica di Casignana: la regione parla di bonifica ma progetta l'ampliamento

Ampliamento? Regione Calabria? Ma non era il governatore Oliverio colui che, pochi minuti dopo il servizio mandato in onda da Le Iene il 17 febbraio, scriveva su facebook: “Abbiamo stabilito la definitiva chiusura della discarica di Casignana alcuni mesi fa senza attendere il clamore mediatico.
Ne abbiamo anche disposto la bonifica, consapevoli che si trattasse di una vera "bomba ecologica".
La cura del territorio, il rispetto dell'ambiente, sono la nostra priorità”.
Su "la cura del territorio", "il rispetto dell'ambiente" e "le priorità" facciamo un po' di chiarezza...
13 ottobre 2015
La discarica dà evidenti segni di instabilità, tanto da farne scaturite il sequestro preventivo.
21 ottobre 2015
La Regione Calabria approva le Linee guida per la rimodulazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Calabria (otto giorni dopo il sequestro preventivo) con delibera di giunta regionale numero 407, con cui si stima a Casignana una capacità residuale di 200mila metri cubi di rifiuti.
1 novembre 2015
Una vasca della discarica, sotto le incessanti piogge dell'alluvione, cede riversando tutto il suo carico di percolato a valle. L’evento viene inizialmente taciuto, per poi scoppiare in un caso nazionale.
9 novembre 2015
Il Tar ordina la messa in sicurezza della discarica con somma urgenza.
16 novembre 2015
Il governatore Oliverio, durante una conferenza stampa a Locri per far la conta dei danni provocati dall’alluvione, si esprime così riguardo la discarica: «A Casignana non arriverà più neanche un chilo di immondizia», ma i lavori di messa in sicurezza portano ancora il nome “Ampliamento della discarica pubblica per rifiuti non pericolosi in località Petrosi del comune di Casignana”. La carte, come si evince, dicono il contrario del Governatore.
17 novembre 2015
Al Consiglio regionale della Calabria si riunisce per la terza volta (in meno di un mese) la Quarta commissione ambiente, e le famose Linee guida per la rimodulazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Calabria (sfornate dalla Giunta regionale con delibera numero 407 il 22 ottobre 2015) passano indisturbate con parere favorevole. E con queste, i famosi 200mila metri cubi di rifiuti continuano ad essere designati come capacità residuale della discarica di Casignana; perché né la Giunta, né la Quarta commissione hanno provveduto a cancellarle. Un errore?
25 novembre 2015
La delibera passa dalla Quarta commissione con “parere favorevole”. Ancora?
3 dicembre 2015
Il Tar richiama l'Arpacal, grazie alle istanze presentate dall’avvocato del Comune di Bianco, Ferdinando Parisi, con un’ordinanza in cui c'è scritto: “L’Arpacal a fronte dell’ordinanza cautelare n. 266/2015 con cui veniva nominato commissario ad acta un proprio funzionario, ne dichiarava l’incompatibilità rispetto il predetto incarico; a fronte del decreto cautelare n. 292/2015 con cui veniva alla stessa ordinata la messa in sicurezza del sito, rimaneva sostanzialmente inadempiente”; così “ravvisata la perdurante necessità di mettere in sicurezza il sito di cui in causa, divenuta ancor più impellente in conseguenza agli eventi alluvionali del mese scorso” il Tar nomina commissario ad acta della discarica il Prefetto di Reggio Calabria.
E gli atti del processo vengono impacchettati e spediti alla procura di Locri al fine di valutare la sussistenza di eventuali reati dell’Arpacal che rischia la condanna per omessa bonifica.
5 ottobre 2016
Giunge a conclusione il procedimento pendente dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria - Sez. staccata di Reggio Calabria avente ad oggetto la messa in sicurezza e la bonifica della discarica di Casignana.
Il Tar si è espresso sul ricorso proposto nel 2015 dall’avvocato Ferdinando Parisi nell’interesse del Comune di Bianco contro la Regione Calabria ed il Comune di Casignana, ed avente ad oggetto la discarica di contrada Petrosi che da anni contamina i territori a valle ed il mare Ionio con lo sversamento di percolato nel torrente Rambotta.
La sentenza condanna il Comune di Casignana e la Regione Calabria ad effettuare la messa in sicurezza nonché la bonifica definitiva del sito, secondo le modalità e le tempistiche procedimentali descritte in atti.
25 novembre 2016
Una nuova alluvione colpisce la Locride, la discarica di Casignana tracima acqua frammista a percolato dalle due vasche site ai suoi piedi, esattamente come l’anno precedente. Un anno di tempo non è stato sufficiente alla Regione Calabria per provvedere alla copertura delle due vasche, che costano alla Regione (come dichiarato dal dirigente della protezione civile Carlo Tansi durante una conferenza stampa tenutasi a Bianco il 26 novembre 2016) più di un milione di euro in smaltimento del percolato.
28 novembre 2016
Ed oggi l’incredibile scoperta. Basta andare a sfogliare il Burc sul sito della Regione per verificarlo. Nonostante gli annunci e le passerelle, le perdite di percolato ad ogni pioggia, gli altissimi costi di gestione dovuti alla mancata manutenzione; nonostante i giornali, le televisioni, Le Iene, il Tar, la salute e la volontà dei cittadini, la Regione continua a programmare l'ampliamento. Ma nessuno dei suoi rappresentanti, tra politici e tecnici, ha il coraggio di dichiararlo apertamente.
Proprio aspettandosi un tale comportamento da parte della Regione Calabria, nonostante il Tar auspicasse una rinuncia agli atti, l’avvocato Parisi ha insistito nelle proprie richieste: «Secondo la sentenza n. 999/2016 la Regione Calabria ed il Comune di Casignana devono provvedere alla "messa in sicurezza nonché la bonifica definitiva del sito di cui è causa, secondo le modalità e le tempistiche procedimentali descritte in atti". Tra tali atti vi è il DDG 2445 del 19 marzo 2016, con cui è stato approvato il progetto preliminare di “messa in sicurezza e sistemazione definitiva delle discariche comunali site in località Petrosi nel Comune di Casignana” e che si sta provvedendo all’affidamento delle indagini geognostiche integrative propedeutiche all’assegnazione della progettazione che prevede la definitiva sistemazione dell’area, senza alcun recupero volumetrico». A tal punto si auspica che il Comune di Bianco voglia agire al più presto dinanzi al Giudice Amministrativo, anche in sede di ottemperanza, perché la Regione Calabria ponga in essere quanto alla stessa ordinato con la sentenza n. 999.
Ma il sindaco di Casignana... lo sa?

Antonella Italiano - corrierelocride.it

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