Cercasi piano di monitoraggio pesticidi in Calabria


Da quando abbiamo messo piede in Parlamento insieme ai miei colleghi della commissione Agricoltura alla Camera dei deputati, ci siamo occupati di un tema fondamentale per il nostro settore primario e per la sostenibilità ambientale nonché per la nostra salute, mi riferisco alla necessaria riduzione dell'utilizzo di prodotti chimici di sintesi in agricoltura.
A partire dal PAN (Piano di azione nazionale) che regola l’uso dei fitofarmaci in agricoltura con tutte le sue criticità, alla battaglia politica anche attraverso una nostra mozione parlamentare approvata, per vietare il famoso glifosato, erbicida riconosciuto dalla IARC come probabile cancerogeno per l'uomo.

Tema spinoso sono anche i monitoraggi che annualmente l'ISPRA relaziona attraverso un dossier nazionale per fare il punto della situazione e per consigliare i vari enti preposti ad intervenire. Dai dati trasmessi fino al 2013 emerge un netto aumento della presenza di pesticidi rispetto agli anni precedenti. Le analisi sono fondamentali per comprendere lo stato di inquinamento delle nostre acque, che registrano dati allarmanti. Il 64% delle acque superficiali sono contaminate dalla presenza di pesticidi utilizzati in agricoltura, sotto accusa sono soprattutto gli erbicidi, ma anche fungicidi e insetticidi. Tra le sostanze più presenti nelle acque superficiali, glifosate e acido aminometilfosforico, un prodotto di degradazione del glifosate, metolaclor, triciclazolo, oxadiazon, terbutilazina e il suo principale prodotto di degradazione, desetil-terbutilazina. Ma i dati relativi al 2013 sono ancora incompleti a causa della mancata trasmissione delle analisi da parte delle Agenzie regionali in Calabria e Molise.

Su questa gap che si ripete ogni anno, ho chiesto al Ministro dell'Ambiente e al Ministro dell'Agricoltura di adoperarsi affinché ArpaCal e Arpa Molise trasmettano all'ISPRA i dati necessari a completare il Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque.


Nell'atto di sindacato ispettivo ho chiesto al Ministro Galletti affinché si adoperi per creare un percorso che consenta all'Istituto ISPRA di ricevere obbligatoriamente ed in maniera completa ed esaustiva i dati sulla contaminazione delle acque da parte di tutte le regioni italiane al fine di avere un quadro chiaro che permetta di agire tempestivamente al fine di proteggere le nostre acque e la salute degli esseri viventi.

Nel frattempo a livello regionale mi sono rivolto al governatore Oliverio attraverso una formale lettera, in cui ho descritto i rischi per la salute e per l’ambiente rappresentati dall’utilizzo di diserbanti chimici in agricoltura. Sulla lettera scrivevo anche: "si lavori seriamente per arrivare ad una conversione bioecologica dell’agricoltura calabrese, escludendo le pratiche del diserbo con prodotti chimici come il glifosate a vantaggio di sistemi agroecologici preventivi." Inoltre avevo chiesto interventi urgenti per sollecitare la regione Calabria proprio a trasmettere i dati del monitoraggio sui pesticidi all'Ispra, cosa che anche quest'anno non è avvenuta.

Oliverio ha accolto solo in parte tale richiesta, che proveniva anche dal forum delle associazioni ambientaliste calabresi. Oliverio infatti, nelle varie note stampa afferma di aver abolito il Glifosato in Calabria. La delibera regionale non prevede, però, l’eliminazione del Glifosato dall’agricoltura calabrese, poiché riguarda solamente i disciplinari di produzione integrata attraverso un’adesione volontaria delle aziende del settore che, per questo, percepiscono fondi europei.
Si può parlare quindi di un piccolo passo in avanti, ma non di totale abolizione del famoso pesticida.
Mi sono chiesto: anche se questa delibera regionale venisse applicata dai produttori, quale garanzia abbiamo noi cittadini sulla limitazione del glifosato sul territorio regionale? Quale garanzia abbiano noi cittadini se non è stato nemmeno rispettato il "Piano di Tutela delle Acque" approvato nel 2009? Come possiamo controllare l'operato degli agricoltori, considerato che in Calabria non si hanno notizie sui monitoraggi dei pesticidi sulle acque di superficie e profondità?

Abbiamo rivolto questa richiesta specifica al dipartimento competente regionale che ci risponde (senza firma) attraverso l'assessorato alla tutela dell'ambiente delle Regione Calabria, qui di seguito trovate l'intera risposta fornita al MoVimento 5 Stelle:

ASSESSORATO TUTELA DELL'AMBIENTE

1) Gestione della rete delle acque superficiali e delle acque sotterranee:

Come noto l’attuale assetto normativo in materia di tutela delle acque, prevede l’obbligo in capo a questa Regione di aggiornare il Piano di Tutela (PTA del 2009) del proprio territorio, che, costituendo uno specifico piano di settore (art. 121 del D.Lgs. 152/06 norme in materia ambientale), rappresenta un imprescindibile riferimento per la redazione del Piano di Gestione (art. 117), stralcio del Piano di Bacino Distrettuale in carico all’Autorità di Bacino. Il Piano di Tutela delle Acque, da adeguare secondo le specifiche di cui alla parte B allegato 4 alla parte III del suddetto decreto, introducendo norme ed azioni per la razionale gestione ed il controllo qualitativo e quantitativo delle acque superficiali e sotterranee, rappresenterà lo strumento tecnico e programmatico attraverso cui realizzare gli obiettivi di tutela quali-quantitativa sulla base della classificazione della acque, fissando gli obiettivi e le misure di intervento per la loro riqualificazione. Pertanto, in seguito all’intervenuto D.lgs 152/2006 e ss.mm.ii., di recepimento della Direttiva 2000/60/CE), questo Dipartimento ha inteso, non solo completare, ma anche adeguare la Pianificazione del 2009 rispetto alle intervenute modifiche normative laddove ogni corpo idrico sarà caratterizzato attraverso un’analisi delle pressioni esistenti e dello stato di qualità, al fine di valutare il rischio di non raggiungimento degli obiettivi di qualità previsti dalla Water Framework Direcive (WFD).
Per delineare un primo quadro conoscitivo, di analisi e valutazione preliminare, che conduca alla classificazione dello stato di qualità per i corpi idrici, a partire da gennaio 2011, è stato quindi necessario costruire un quadro di riferimento tecnico attraverso la tipizzazione dei corsi d’acqua e dei laghi, la definizione dei corpi idrici superficiali e sotterranei.
Definito il quadro di riferimento, è stato possibile ridisegnare la rete di monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee sull’intero territorio regionale e pianificare le attività di monitoraggio, quale strumento di convalida dell’analisi delle pressioni, secondo la direttiva europea.
Proprio il ricorso alle risorse comunitarie, tenuto conto delle complesse procedure di selezione delle operazioni, conformemente a quanto previsto dal Sistema di Gestione e Controllo per l’attuazione delle operazioni del POR FESR 2007-2013, ha determinato un allungamento dei tempi di approvazione del progetto, sottoposto alla valutazione del Nucleo Regionale di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici (NRVVIP).
Completata la fase di valutazione, con DDG n. 12730 del 13/09/2013 questo Dipartimento regionale
ha approvato un complesso e articolato “Progetto per il Monitoraggio quali-quantitativo dei corpi idrici superficiali e sotterranei della regione Calabria ai sensi del d.lgs. 152/06 s.m.i.”, per un importo complessivo pari a € 6.304.880,66 (di cui € 457.154,42 sul POR FESR 2007/2013 ed €
5.847.726,24 sul POR FESR FSE 2014/2020).
La procedura di gara per l’affidamento del servizio si è conclusa con l’aggiudicazione definitiva ad
operatore economico nel mese di agosto 2014, ma, a causa di un ritardo imputabile ad un ricorso, la stipula del contratto con l’ATI aggiudicataria del servizio è avvenuta solo in data 15/06/2015.
Terminato la durata contrattuale del servizio di monitoraggio, è plausibile che questa Regione,
previo rafforzamento delle capacità tecnico-professionali, proceda con l’internalizzazione del servizio a regime nell’apparato pubblico regionale con il supporto dell’ARPACAL.
Tra l’altro il buon esito, l'ottimizzazione e il corretto svolgimento di attività complesse, prolungate nel tempo e che richiedono grande disponibilità di risorse e strumentazioni, quali quelle ad oggi
esternalizzate, dipendono da un costante monitoraggio di tutti gli elementi coinvolti mediante la
condivisione dell'impostazione tecnica e metodologica, dei risultati da raggiungere e della fruibilità degli stessi.
Il bagaglio di competenze tecniche specialistiche della stessa ARPACAL, legittimerebbe questo Dipartimento ad avvalersi della professionalità della medesima Agenzia per la prosecuzione delle attività connesse alla gestione della rete di monitoraggio.

2) Le motivazioni che hanno determinato la mancata comunicazione dei dati ad ISPRA.

Le attività del monitoraggio, ad oggi in corso di espletamento e la cui conclusione è prevista il
24/02/2018, permetteranno di rendere disponibili i risultati, in modo approfondito e completo,
anche mediante un sistema informativo geografico di ausilio su scala regionale che consenta anche
di interloquire con il SINTAI, Sistema Informativo per la Tutela delle Acque in Italia realizzato da
ISRPA, ed attraverso il quale tutte le attività relative alla gestione, trasmissione, standardizzazione e
certificazione delle informazioni verranno espletate.
Per tale aspetto finalizzato ad un rapido interscambio dei dati, questo Dipartimento sta definendo un
Piano Operativo in condivisione con SOGESID al fine di poter potenziare e rendere operativo tale
sistema informativo congiuntamente al processamento dei dati scaturenti dalle attività di
monitoraggio territoriale ad oggi in corso.

3) Primo monitoraggio per le analisi di glifosate e Ampa (su metabolita) e in quali punti è stato
effettuato:

Il monitoraggio comprende anche le analisi:
a) chimiche di laboratorio sui campioni d’acqua per la determinazione delle sostanze dell’elenco di
priorità di cui alla tabella 1/A Allegato 1 – D.M. 260/2010 e dei relativi standard di qualità;
b) chimiche di laboratorio sui campioni d’acqua per la determinazione delle sostanze non
appartenenti all’elenco di priorità di cui alla tabella 1/B Allegato 1 D.M. 260/2010.
Con riguardo all’erbicida glifosate e al metabolita glifosate AMPA, si rileva che il relativo
monitoraggio non è eseguito nella Regione Calabria.
Relativamente al glifosate, appare utile evidenziare che la Calabria, prima regione in Italia, ne ha
abolito l'uso nell'ambito dei “Disciplinari di produzione Integrata” il cui rispetto è obbligatorio per
accedere a specifici sostegni a carico del FEASR.


Questa è la risposta della regione. A voi i commenti...

La verità è che in Calabria il Glifosato viene attualmente utilizzato anche nella pulizia delle strade e delle aree pubbliche. A subirne le conseguenze negative sono anche i conduttori di aziende agricole biologiche che sono costretti a distruggere parte del raccolto quando questo viene contaminato dall’uso di sostanze chimiche utilizzate per le operazioni di ripulitura dei cigli stradali.
Altro che #STOPGLIFOSATO in Calabria. La mia preoccupazione è che non essendoci dei controlli concreti e dei monitoraggi puntuali, chiunque è libero di utilizzare qualsiasi pesticida o erbicida.

Se Mario Oliverio volesse veramente tutelare la qualità dell'agricoltura "Made in Calabria", dovrebbe intervenire in modo concreto per rimuovere l’erbicida glifosate da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono ed escludendo da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso. Bisogna garantire che nei bandi di gara emanati dalla Regione per gli appalti pubblici riguardanti gli interventi di contenimento delle infestanti e nel settore della manutenzione delle strade, venga indicato come unica tipologia di intervento possibile quello di tipo meccanico.
Inoltre, occorre avviare una concreta campagna d'informazione attraverso incontri e comunicazioni scritte rivolte ai rivenditori sul territorio regionale e ai coltivatori diretti, sui rischi per l’ambiente e per la salute umana nell’utilizzo e nella vendita di prodotti diserbanti. Ancora, bisogna attivare una volta per tutte un monitoraggio costante ed approfondito sulla contaminazione di tutti i pesticidi nelle acque di superficie e profondità trasmettendo puntualmente i risultati all'ISPRA.
Infine, Oliverio dovrebbe convincere i vertici del suo partito (in particolare il Ministro Martina) a condurre veramente una battaglia insieme a noi, a livello nazionale ed europeo, per bandire il glifosato su tutto il territorio nazionale. Cosa che purtroppo non è accaduta soprattutto nei tavoli che contano a Bruxelles, nonostante le nostre continue richieste. Del resto c'era da aspettarselo. Quindi, occhio alla falsa propaganda!