La Calabria non può continuare ad essere "impalata"


Nel 2007, la Trazzani Energy srl ha chiesto e ottenuto il via libera dalla Soprintendenza archeologica della Calabria per la realizzazione di un parco eolico costituito da 11 aerogeneratori, per una potenza prevista di 9,35 mw, a Tiriolo, piccolo centro della Sila piccola, in provincia di Catanzaro, le cui antiche origini sono ben testimoniate dal parco archeologico di Gianmartino.

A partire dal marzo 2012, sono stati realizzati alcuni saggi di scavo, ai quali, nel 2014, sono seguiti degli approfondimenti che hanno portato alla scoperta, prima di “evidenze strutturali riconducibili ad una probabile cinta muraria” e poi di “evidenze strutturali pertinenti ad almeno due edifici di fine IV-inizio III sec. a. C. e resti murari riconducibili a due differenti contesti di età medievale.
Ad aprile 2016, con la dichiarazione d’interesse culturale e l’apposizione del vincolo sull’area, la Soprintendenza ha, di fatto, impedito la prosecuzione dei lavori.

La Trazzani è ricorsa al Tar che, in data 20 luglio 2017, ha annullato gli atti di divieto della Soprintendenza, colpevole di aver cambiato idea nel 2016, dopo che nel 2008 aveva autorizzato il progetto con i ritrovamenti archeologici già oggetto di valutazioni confluite poi nel parere positivo reso dalla Conferenza dei servizi.


Le principali fonti di ricchezza del territorio sono costituite dall'agricoltura e dal turismo. La realizzazione del parco, oltre ad oscurare la splendida visione che offre Tiriolo del tramonto sulle Isole Eolie (con lo Stromboli fumante) e sull’Etna, fa venir meno la vocazione turistica dell’area con conseguenze disastrose per l’economia di imprese agricole, turistiche e agrituristiche.
Il proliferare di parchi eolici in Calabria altro non fa se non deturpare luoghi incontaminati svendendo il territorio ed ipotecandone lo sviluppo futuro all'insegna della mera speculazione mascherata da progresso tecnologico ad emissioni zero. In Calabria oltretutto si continuano ad installare grandi parchi eolici e grosse centrali inquinanti, nonostante ogni anno il bilancio energetico calabrese segnala (dati Terna 2016) un grosso surplus GWh +9.916,6 (+156,9%).

Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo ho chiesto attraverso un'interrogazione parlamentare "quali iniziative intenda assumere al fine di salvaguardare le aree di elevato valore archeologico e paesaggistico."
La Calabria non può continuare ad essere "impalata". Il nostro paesaggio e i nostri beni culturali non possono subire l'ennesima ingiustizia.
Su Change.org è partita una petizione popolare per sollecitare il Ministro Franceschini che vi invito a sottoscrivere.