Inquinamento fiume Nasari: il caso arriva in Parlamento


Il fiume Crocchio nasce a Croce di Tirivolo, a circa 1.600 m s.l.m., da una serie di piccole sorgive ed attraversa, per 40 km, i territori dei comuni di Taverna, Zagarise, Sersale, Petronà, Cerva, Belcastro, Andali, Cropani e Botricello, prima di sfociare nel mar Jonio. Numerosi sono i fossi ed i torrenti minori che lo alimentano ma due, in particolare, sono quelli che gli danno gli apporti maggiori in termini idirici: il fosso Spinalba nella parte alta del corso e il fiume Nasari a poca distanza dalla foce.


Un servizio (al minuto 5.10) andato in onda il 27 novembre al TG regionale della RAI ha documentato come il Fiume Nasari, unico affluente del fiume Crocchio che nasce nella Sila piccola e arriva nel Golfo di Squillace, presenti, ultimamente, acque nere e maleodoranti che avrebbero provocato la morte di alcuni capi di bestiame, in particolare ovini.


Il territorio attraversato dal fiume Crocchio così come dal Nasari ospita molte specie contemplate nella Direttiva 92/43/CEE “Habitat” e nella Direttiva 79/409/CEE “Uccelli”, tra questi: lepre, capriolo, ghiro, cinghiale, istrice, scoiattolo nero meridionale, mustelidi, volpe, lupo, gatto selvatico, gheppio, astore, nibbio bruno e nibbio reale, gufo reale, assiolo, sparviere, falco di palude, falco lodolaio, falco pellegrino, allocco, corvo imperiale, albanella, poiana, airone cinerino, barbagianni, biancone, tartaruga di fiume, tartaruga terrestre, saettone, cervone, biscia dal collare, biacco, vipera, coronilla austriaca, ramarro, lucertola campestre, luscengola, rospo comune, tritone, rana italica, raganella, salamandrina dagli occhiali, salamandra pezzata. Numerose sono le erbe officinali di particolare interesse scientifico quali: l’Osmunda regalis, la Pteride di Creta, la Falcetta lanosa, la Woodwardia radicans mentre tra gli habitat vegetazionali si annoverano: la foresta sempreverde di sughera, la foresta sempreverde di leccio, un bosco di platano orientale, un boschetto di alloro ed il pino nero silano.


Attraverso un'interrogazione parlamentare ho chiesto al ministro Galletti "di quali elementi disponga il Ministro in relazione alla situazione del fiume Nasari e se non intenda promuovere un'immediata verifica da parte del comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente allo scopo di accertare lo stato dei luoghi così da garantire la conservazione degli ecosistemi e della biodiversità esistenti, scongiurare danni alla salute animale e dell’uomo ed i conseguenti danni per una fragile economia che vive di agricoltura e allevamento."

Lo stato di inquinamento del Fiume Nasari, nel territorio comunale di Andali (CZ) deve essere monitorato al fine di garantire la tutela dell’ambiente e per ricercare la causa della morte di numerosi capi di bestiame nella zona. Purtroppo la nostra Calabria è sempre più minacciata da frequenti disastri ambientali. È necessario che cittadini ed istituzioni inizino un percorso comune per tutelare il proprio ambiente dalle minacce ambientali.