Le pratiche sleali danneggiano la filiera agroalimentare


Le commissioni Agricoltura e Attività produttive hanno votato all’unanimità il parere favorevole alla proposta di Direttiva europea che individua strumenti per arginare le pratiche commerciali sleali che coinvolgono piccole e medie imprese nella filiera alimentare. Il danno stimato che sarebbe causato da questi comportamenti scorretti, come la cancellazione degli ordini all’ultimo minuto o l’obbligo imposto al fornitore di pagare per gli sprechi, ammonterebbe a oltre 10 miliardi all’anno, incidendo negativamente sul valore aggiunto lordo dell’intera filiera alimentare. Quest’intervento, in linea con la volontà del MoVimento 5 Stelle di ottenere maggiori garanzie comunitarie, si basa sul presupposto che i produttori agricoli rappresentano, nella maggior parte dei casi, la parte contrattuale più vulnerabile e per questo meritevoli di maggiori tutele.

Apprezziamo i contenuti della proposta di direttiva europea che vuole garantire un livello minimo di tutela comune in tutta l’UE e limitare comportamenti scorretti da parte dei grandi operatori che spesso approfittano della loro posizione più vantaggiosa. Allo stesso tempo, nel parere, abbiamo sottolineato la necessità che l’autorità nazionale, che sarà individuata al fine di assicurare l’adempimento delle prescrizioni della Direttiva, abbia l’obbligo di presa in carico delle denunce, assicurando termini certi per la conclusione.

Inoltre riteniamo essenziale, che nel procedimento di contestazione sia coinvolto anche il ministero dell’Agricoltura, attraverso l’Ispettorato nazionale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari. Così come consideriamo opportuno che si estenda l’ambito di applicazione, della proposta, a tutti i prodotti agricoli e ai relativi servizi, e che alla lista delle pratiche commerciali sleali vietate, siano aggiunte: il sottocosto, le aste al buio e le aste al doppio ribasso, tutte pratiche distorsive del mercato e che gravano sulle parti deboli della filiera.