Presto una legge sulla produzione biologica italiana


Da capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Commissione Agricoltura sono fiero e orgoglioso del lavoro che stiamo portando avanti. Da anni il settore agricolo aspetta una legge a tutela del settore biologico e finalmente nei giorni scorsi abbiamo approvato in Commissione, con il contributo di tutti i gruppi parlamentari, un testo unificato della proposta per lo sviluppo della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico, di cui è relatore il collega Pasquale Maglione e che a breve arriverà in aula per il voto finale.

Vogliamo favorire la conversione al metodo biologico delle imprese agricole e agroalimentari del nostro Paese perché riteniamo doveroso dover intervenire al più presto per promuovere e tutelare questo settore in costante crescita. Riteniamo importante sostenere in primis la ricerca e la sostenibilità, promuovendo l'utilizzo di prodotti ottenuti con questo metodo e rimuovendo tutti gli ostacoli che ne impediscono il completo sviluppo.
Con la nostra proposta introduciamo il marchio "biologico italiano" per contraddistinguere tutti i prodotti ottenuti con il metodo bio, realizzati con materie prime coltivate e allevate in Italia. E' fondamentale per i cittadini la massima trasparenza sull'origine e la filiera dei prodotti che troviamo sulle nostre tavole e per questo istituiremo al Mipaaft un tavolo tecnico composto da diversi esperti e rappresentati che possa offrire soluzioni alle problematiche che ruotano intorno al settore.

Vogliamo riconoscere il giusto valore a tutti gli attori che operano nei tanti distretti biologici italiani, per questo saremo i primi al mondo a riconoscere per legge i bio-distretti, sostenendo lo sviluppo e la crescita di questi virtuosi sistemi produttivi locali basati sui principi dell'economia circolare.
La proposta di legge punta ad istituire un fondo ad hoc per finanziare il piano d'azione nazionale per la produzione biologica nonchè il sostegno alla ricerca e alla formazione per favorire la conversione al metodo bio e l'insediamento di nuove imprese con particolare riguardo alle piccole aziende agricole e alle aree svantaggiate.

La proposta di legge prevede di adottare anche un piano nazionale per le sementi biologiche finalizzato ad aumentare la disponibilità alle aziende e migliorarne l'aspetto quantitativo e qualitativo assicurando agli agricoltori il diritto alla vendita diretta e al libero scambio.
Attiveremo inoltre gli strumenti necessari per favorire l'aggregazione tra i diversi produttori come la stipulazione di contratti di rete tra le imprese, tavoli e intese di filiera per valorizzare il potenziale dei prodotti biologici, anche a livello di sbocchi di mercato sviluppando iniziative volte a rafforzare la competitività economica e l'innovazione attraverso metodi atti a limitare l'impiego di prodotti fitosanitari.

Il Made In Italy è il nostro marchio di fabbrica e come tale va preservato e rilanciato. Investire concretamente nel settore del biologico significa puntare sull'ambiente, attraverso la sostenibilità delle produzioni e la resilienza ai cambiamenti climatici, sulla salute dei cittadini, grazie alla qualità di prodotti biologici e sullo sviluppo economico, attraverso nuove forme e posti di lavoro. Nell’ultimo decennio il mercato dei prodotti biologici ha quadruplicato la sua estensione; le norme devono essere pertanto aggiornate e adeguate per consentire al settore di svilupparsi ulteriormente e di far fronte alle sfide future.